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lunedì 23 febbraio 2015

BONUS: I 5 BONUS 2015 per chi è in difficoltà

La legge di stabilità tra richiami Ue e lettere del Tesoro approvata lo scorso 15 ottobre dal Consiglio dei Ministri prevede 5 bonus per il 2015 che riguardano i neonati, mobili ed elettrodomestici, ristrutturazioni e risparmio energetico, 80 euro e mini imprese. In alcuni casi, come in quello degli 80 euro il bonus scatta in automatico in busta paga per altri invece bisogna fare una richiesta. Proviamo a capire dunque quali sono i 5 bonus da non perdere. 
  1. Bonus neonati - E’ l’ultimo, in ordine di tempo, provvedimento annunciato da Matteo Renzi. La platea a cui è rivolta è quella dei bambini che nasceranno tra il 2015 e il 2018. Va fatta domanda all’Inps e il bonus vale solo per le famiglie il cui reddito aggregato non superi i 40mila euro. Al momento sono stati stanziati 200 milioni. Bisogna fare attenzione nella presentazione della domanda perché il bonus è ad esaurimento.
  2. Mobili e d elettrodomestici – Fino al 31 dicembre 2015 è prevista in legge di stabilità una detrazione fiscale del 50% sull’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici da sfruttare su 10 anni. Attenzione però. Come spiega il Sole 24 Ore la detrazione sui mobili potrà essere sfruttata solo da chi ha eseguito ristrutturazioni edilizie in casa per interventi che danno diritto al bonus del 50 per cento. Dopo la lunga sequela di modifiche tra la legge di stabilità dello scorso anno e decreti successivi il Ddl di Stabilità 2015 mette in chiaro che le spese per i mobili sono conteggiate «indipendentemente dall’importo delle spese sostenute per i lavori di ristrutturazione.
  3. Ristrutturazione e risparmio energetico – Gli sconti fiscali per le ristrutturazioni in casa e per il risparmio energetico negli edifici restano per tutto il 2015. Il testo del Ddl di Stabilità inviato al Parlamento prevede che dal 2016 si torni bruscamente al 36%, senza aliquote intermedie di passaggio.
  4. Bonus Irpef - E’ il bonus da 80 euro. Con la manovra viene stabilizzato. Vale per chi ha un reddito non superiore a 24mila euro, e decresce gradualmente con l’aumentare del reddito (fino a 26mila euro). Il bonus arriva direttamente in busta paga, ma sotto forma di detrazione e riguarda circa 10 milioni di italiani.
  5. Bonus alle mini-imprese – Sgravi e sconti anche per artigiani, commercianti e professionisti con redditi bassi cambia il regime dei minimi. L’imposta sostitutiva a cui saranno soggetti passa dal 5 al 15%, ma a questo aumento si contrappone un bonus extra per le nuove attività. 



fonte: retenews24.it

venerdì 20 febbraio 2015

ISEE: Agevolazioni + richieste

Ecco le 10 e prestazioni nazionali piu diffuse erogate sulla base dell' ISEE:



1-  Assegni per nuclei familiari – Gli assegni per nuclei familiari con almeno tre figli minori e l'assegno di maternità per le madri prive di garanzia assicurativa.

2- Agevolazioni su elettricità e telefono – Il cosiddetto “bonus elettrico”  (la tariffa sociale per il servizio di distribuzione e vendita dell'energia elettrica) e quello per il canone telefonico, scattano solo in presenza di un Isee molto basso

3- Borse di studio e libri di testo gratuiti – Le famiglie più bisognose potranno accedere ai servizi di welfare, come ad esempio gli aiuti all'istruzione: borse di studio, sostegno agli studenti universitari ma anche fornitura gratuita o semi-gratuita dei libri di testo, sono tutte prestazioni che oggi richiedono i requisiti Isee.

4 – Asili nido e servizi all'infanzia – L'impiego più diffuso dell'Isee avviene, però, soprattutto a livello locale. Le tariffe di asili nido e servizi all'infanzia sono, infatti, parametrate ai livelli Isee del nucleo familiare di riferimento del richiedente.

5- Mense scolastiche – L'esenzione dal pagamento dei ticket mensa è un altro dei servizi ai quali si può accedere. E' anche una delle agevolazioni che negli ultimi anni ha visto scattare i controlli della Guardia di finanza per i casi di ‘finti poveri' che presentavano false dichiarazioni Isee ai Comuni delle proprie provincie e Asl per ottenere prestazioni sociali agevolate.

6- Scuola Bus-  Sono diverse le amministrazione comunali che compartecipano alla spesa degli utenti per il servizio di trasporto scolastico per la scuola dell'obbligo sulla base di tariffe suddivise in base al reddito Isee.

7 – Agevolazioni per tram, metro e autobus – L'Isee spesso è richiesto, anche se non c'è un espresso obbligo a riguardo, da chi gestisce i servizi di trasporto a livello locale per praticare agevolazioni tariffarie, soprattutto per quanto riguarda gli abbonamenti mensili, trimestrali o annuali a tram, autobus e metro.

8 – Ticket sanitari – Il ticket sanitario aggiuntivo, sia sui farmaci che sulle visite specialistiche è modulato all’indicatore della situazione economica equivalente), in particolare per le prestazioni specialistiche

9 – Sconti su tributi locali – I Comuni possono esentare i contribuenti per alcuni tributi locali. Il Sole 24 ore ricorda che uno dei casi più recenti sono i regolamenti Tares, in cui già alcune amministrazioni avevano parametrato gli importi (più pesanti complessivamente rispetto alla ‘vecchia' Tarsu) da pagare per la tassa rifiuti alla situazione economica della famiglia. Poi l'articolo 5 Dl 102/2013, in seguito alla conversione parlamentare, ha espressamente previsto che i Comuni possano prevedere esenzioni e agevolazioni “che tengano conto altresì della capacità contributiva della famiglia, anche attraverso l'applicazionedell'indicatore della situazione economica equivalente (Isee)”.

10 – Esclusi assegni e pensioni sociali – Il quotidiano economico sottolinea pure come per alcune voci il contributo dello Stato sia è espressamente escluso dalla legge.  E' il caso dell'assegno e della pensione sociale, delle maggiorazioni sociali, delle pensioni di invalidità civile e dell'integrazione al minimo pensionistico. Qui l'Isee non è dovuto.

martedì 17 febbraio 2015

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STUDIO NOTARILE: Successione Ereditaria

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Successione ereditaria: concetti e norme generali
Al momento del decesso di una persona si apre la successione ereditaria, che può essere legittima, testamentaria o necessaria. Quali sono i diritti degli eredi?

Cos'è la successione ereditaria?

Al momento del decesso di una persona (de cuius), si apre la "successione ereditaria".
I diritti patrimoniali del defunto vengono trasferiti ad altri soggetti che subentrano in tutte le situazioni giuridiche relative al de cuius, sia per le attività, che per le passività.
Il complesso di norme che regola tale trasferimento si chiama diritto ereditario o successorio e origina due tipi di casi:
  1. la successione a titolo universale. In questo caso il successore, che prende il nome di "erede", subentra nella posizione giuridica patrimoniale del defunto;
  2. la successione a titolo particolare. In questo caso il successore diventa "legatario", in base alla legge o al disposto testamentario, e succede solamente in uno o più rapporti ben determinati.
L'erede, e non il legatario, subentra quindi in tutti i rapporti patrimoniali trasmissibili, ovvero acquisisce anche gli eventuali debiti, ed è legittimato nei processi e nei procedimenti che aveva instaurato in vita il defunto.
Strettamente connessa a tale circostanza è la regola secondo la quale l'eredità deve essere accettata, mentre il legato, migliorando sostanzialmente la posizione giuridica del ricevente, viene acquisito anche senza accettazione, salva facoltà di rinuncia.
Il trasferimento dei diritti patrimoniali può avvenire per legge, cioè secondo quanto stabilito dal Codice Civile, o per testamento, cioè secondo quanto stabilito dal deceduto.
Le successioni si distinguono, pertanto, in:

Successione legittima

Se il defunto non ha disposto in tutto o in parte dei suoi beni, interviene la legge ad indicare come essi devono essere assegnati e distribuiti; si apre cioè una successione legittima.
I familiari che ereditano per legge sono:
  • coniuge
  • figli (legittimi, naturali, legittimati e adottivi)
  • fratelli (in assenza dei figli)
  • ascendenti (in assenza dei figli)
  • altri parenti entro il 6° grado (solo se unici eredi)
Nell'eventualità di premorienza degli eredi legittimi, succedono i parenti più prossimi di grado, nel rispetto della quota originariamente spettante all'erede.
In mancanza di eredi l'eredità è devoluta allo Stato il quale non risponde dei debiti ereditari e dei legati oltre il valore dei beni acquistati.

I diritti successori dei figli

I figli legittimi, nati in costanza di matrimonio, sono equiparati ai figli naturali, purché riconosciuti volontariamente dai genitori. Essi succedono per legge al padre e alla madre in parti uguali.
Lo status di figlio legittimo è acquistato direttamente anche dal figlio adottato in forza della adozione legittimante: egli, dunque, non è semplicemente equiparato ad un figlio legittimo, ma risulta tale a tutti gli effetti.

La successione del coniuge

Il coniuge concorre a pieno diritto nell'eredità. Al coniuge è devoluta l'intera eredità solo in mancanza di figli, ascendenti, fratelli e sorelle; in caso contrario, concorre con gli altri eredi legittimi secondo quote stabilite dalla legge.
Il coniuge separato senza addebito gode dei medesimi diritti del coniuge non separato.
Al coniuge del de cuius viene attribuito il diritto di abitazione della casa familiare e di uso dei mobili che la arredano vita natural durante, in forza di legati, ossia di successione a titolo particolare.
La tabella seguente esprime la situazione delle successioni ereditarie nel caso di morte senza testamento.
Coniuge vivente
Eredi
Quote spettanti
Coniuge
(in mancanza di figli, fratelli e ascendenti)
Coniuge
Intera eredità
Coniuge + Figlio unico
(anche se viventi fratelli e ascendenti)
Coniuge
50% eredità + diritto abitazione
Figlio unico
50% eredità
Coniuge + 2 o più figli
(anche se viventi fratelli e ascendenti)
Coniuge
33,33% eredità +dir. abitazione
Figli
66,66% in parti uguali
Coniuge + Ascendente/i
(senza figli e fratelli)
Coniuge
66,66% eredità +dir. abitazione
Ascendente/i
33,33% eredità in parti uguali
Coniuge + 1 o più fratelli
(senza figli e ascendenti)
Coniuge
66,66% eredità +dir. abitazione
Fratelli
33,33% eredità in parti uguali
Coniuge + Ascendente/i + 1 o più fratelli
(senza figli)
Coniuge
66,66% eredità + dir. abitazione
Ascendente/i
25% in parti uguali
Fratelli
8,33% in parti uguali
Senza Coniuge
1 o più figli
(anche se viventi fratelli e ascendenti)
figli
Intera eredità in parti uguali
Ascendente/i
(senza figli e fratelli)
Ascendente/i
Intera eredità in parti uguali
1 o più fratelli
(senza figli e ascendenti)
1 o più fratelli
Intera eredità in parti uguali
Ascendente/i + 1 o più fratelli
(senza figli)
Ascendente/i
50% eredità in parti uguali
Fratelli
50% eredità in parti uguali
Altri parenti entro il 6° grado
(se unici eredi)
Altri parenti entro il 6° grado
Intera eredità in parti uguali ai parenti di grado più prossimo

Successione testamentaria

Possono fare testamento tutte le persone per legge non incapaci. Sono incapaci di disporre per testamento:
  • minorenni
  • gli interdetti per infermità di mente
  • gli incapaci naturali
Esistono diverse forme di testamento:
  • il testamento olografo
  • il testamento per atto di notaio, distinguibile in:
    • testamento pubblico
    • testamento segreto

Testamento olografo

Viene scritto a mano e deve essere apposta la data e la firma; può essere conservato in un luogo segreto e fare in modo che venga rinvenuto al momento opportuno, consegnato ad una persona di fiducia o depositato presso un notaio che redigerà un verbale alla presenza di due testimoni.

Testamento pubblico

Viene redatto da un notaio, alla presenza di testimoni, in base alle dichiarazioni rilasciate dal testatore. Il notaio provvederà alla registrazione ed alla conservazione del testamento; offre maggiori garanzie del testamento olografo sia in ordine alla sua conservazione e integrità sia per quanto riguarda l'accertamento della volontà del testatore.

Testamento segreto

E' un testamento olografo che viene depositato sigillato presso un notaio che non ne conosce il contenuto e che provvede alla conservazione.

Successione necessaria

Ciascuno può disporre dei suoi beni per il periodo successivo alla morte, nel modo che ritiene più opportuno, purchè non leda i diritti che la legge assicura ai seguenti congiunti più stretti:
  • coniuge
  • figli naturali, legittimi, legittimati, adottivi
  • ascendenti legittimi (se mancano i figli)
In presenza di tali congiunti una parte dei beni del defunto deve comunque essere attribuita a loro, anche se nel testamento è previsto diversamente. La quota che la legge riserva a costoro si chiama "quota di legittima", i successibili che vi hanno diritto sono designati con il nome dilegittimari e non devono essere confusi con i successori legittimi cioè con coloro ai quali l'eredità è devoluta per legge in mancanza di testamento.
Se all'apertura della successione vi sono dei legittimari, il patrimonio ereditario si distingue in due parti:
  • disponibile: quota parte del patrimonio della quale il testatore era libero di disporre attribuendola a chiunque avesse voluto anche agli eredi già beneficiari della quota di legittima (legittimari). In questa circostanza, la quota disponibile va ad accrescere la quota legittima;
  • legittima: quota parte del patrimonio della quale il testatore non poteva disporre perché spettante per legge ai legittimari.
Anche nella successione con testamento vale la regola che, nell'eventualità di premorienza degli eredi legittimari, succedono i parenti più prossimi di grado, nel rispetto della quota originariamente spettante all'erede.
La tabella seguente esprime la situazione delle successioni ereditarie nelle quali è presente untestamento.
Coniuge vivente
Situazione ereditaria
Eredi
Quota legittima
Quota disponibile
Coniuge
(in mancanza di figli e senza ascendenti)
Coniuge
50% eredità + diritto abitazione
50% eredità
Coniuge + Figlio unico
(anche se viventi gli ascendenti)
Coniuge
33,33% eredità + dir. abitazione
33,33% eredità
Figlio unico
33,33% eredità
Coniuge + 2 o più figli
(anche se viventi gli ascendenti)
Coniuge
25% eredità + dir. abitazione
25% eredità
Figli
50% eredità in parti uguali
Coniuge + Ascendente/i
(senza figli e fratelli)
Coniuge
50% eredità + dir. abitazione
25% eredità
Ascendente/i
25% eredità
Senza Coniuge
Figlio unico
(anche se viventi gli ascendenti)
Figlio unico
50% eredità
50% eredità
2 o più figli
anche se viventi gli ascendenti)
Figli
66,66% eredità in parti uguali
33,33% eredità
Ascendente/i
(senza figli)
Ascendente/i
33,33% eredità
66,66% eredità
Senza figli e ascendenti
Senza figli e ascendenti
Niente
Intera eredità
Qui di seguito qualche esempio di grado di parentela:
Parentela di grado
Esempio
genitore - figlio
nonno - nipote (figlio di figlio) - fratello
zio - nipote (figlio di fratello)
1° cugino
2° cugino - figlio di 1° cugino
figlio del 2° cugino

Capacità di succedere

Per legge possono succedere tutti coloro che sono nati o concepiti al tempo dell'apertura della successione.
Si presume concepito chi è nato entro 300 giorni dalla morte della persona che ha lasciato l'eredità.
Possono succedere nel testamento anche le persone giuridiche e gli enti non riconosciuti.

Rinuncia all'eredità

La rinuncia all'eredità deve essere totale, non può essere condizionata né a termine né parziale (articolo 520 del Codice civile). Deve risultare da atto formale e deve effettuarsi o con una dichiarazione ricevuta da un notaio o effettuata davanti il cancelliere del tribunale (articolo 519 del Codice civile).
Con la rinuncia di un erede, la parte che sarebbe a lui spettata viene attribuita inaccrescimento agli altri coeredi a meno che non vi sia il subentro di un discendente legittimo.
Il rinunciante è considerato come se non fosse mai stato chiamato all'eredità.
La rinuncia è un atto revocabile semprechè non sia trascorso il termine per la prescrizione della facoltà di accettare l'eredità.

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